...C’era una volta un bambino,si kiamava Giulio.Era nero,piccolo e solo,e cercava in ogni modo d attirare l’attenzione del suo babbo,ke si kiamava Senior.Giulio pensava spesso d poter ascoltare suo padre parlargli,e dentro d sé ragionava:-Oh!Babbino,t prego,dimmi qualcosa!-ma il babbo taceva sempre,come fosse muto,e Giulio credeva dipendesse da lui, si sentiva colpevole.Allora Giulio,quando il babbo si avvicinava cercava d articolare parole:-Conversiamo babbo Senior! Diciamoci le nostre cose e i nostri pensieri!-però babbo Senior pareva sordo,e nn lo stava ad ascoltare.Giulio si sentiva ancor più il responsabile d tale comportamento.Quindi tentava d mostrarsi mentre faceva qualcosa d importante,in bicicletta o cn il suo cavallo,per farsi notare dal babbo:-Guardami babbo! Guardami ti prego!-tuttavia il babbo nn lo vedeva,come fosse cieco,e d nuovo Giulio si sentiva la causa d tale condotta da parte del genitore.Giulio poi crebbe,e divenne regazzo,ma il babbo Senior continuava ad agire similmente a prima:come fosse sordo,cieco,e muto.A un certo punto Giulio conobbe un cane,di nome Robbie.Era un vecchio bracco italiano,divenuto sordo a causa delle fucilate dei cattivi cacciatori.Giulio e Robbie divennero grandi amici.Robbie nn poteva sentire,ma quando Giulio lo kiamava riusciva egualmente a comprenderlo e correva verso d lui.Nn avendo l’udito,Robbie,nn poteva nemmeno abbaiare,xkè essendo lui preclusa la possibilità d sentirsi sapeva solo esprimersi cn suoni sgradevoli,xò riusciva a parlare egualmente cn Giulio,scondinzolando e facendo lui le feste.Robbie vedeva anke poco bene,ma quando Giulio scendeva le scale se ne accorgeva subito,e galoppava a balzi incontro al suo amico.Robbie era sordo,muto e persino un poco cieco,eppure sentiva,parlava e vedeva.C’è un linguaggio speciale,quello della bontà,ke è udibile dai sordi,vedibile dai ciechi,e pronunciabile dai muti:basta un po‘ d‘amore!